Settecentocinquanta grammi [#9]
Oslo al Serio.
blog all'arma bianca
Ripropongo la stringente argomentazione di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera di oggi, in merito alla candidatura della città di Palermo ad ospitare i Giochi della XXXII Olimpiade:
http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_15/stella-olimpiade_c88dbf02-b95d-11de-880c-00144f02aabc.shtml
Riceviamo via e-mail e volentieri pubblichiamo:
"Stiamo cercando spadisti che vogliano venire, anche occasionalmente, a tirare con gli atleti in carrozzina il giovedì dalle 17.00 alle 19:00 all'ospedale Niguarda di Milano."
Se qualcuno è interessato può contattare:
Carolina Gambirasio
E-mail: caro.gambi@tin.it
Cellulare: 347 88 30 705
Su iniziativa di Carolina Gambirasio (Acc. Scherma Groane), Maurizio Novellini (Scherma Bresso), Giovanni Lodetti (C.d.S. Marcello Lodetti) e l'A.U.S. (http://www.ausniguarda.it/), presso l'Unità Spinale Unipolare all'interno dell'Ospedale Maggiore Cà Granda di Milano, da un paio d'anni è attivo un corso di avviamento alla scherma in carrozzina.
E' un progetto di gran merito, diretto anzitutto a promuovere lo sport per persone con disabililità motoria e la terapia sportiva nel programma riabilitativo dell’Unità Spinale Unipolare. Ma oltre alla rieducazione fisica e l'affermazione dei valori sportivi, l'impegno è verso gli aspetti di questa realtà a cui siamo perlopiù estranei, come l’integrazione sociale delle persone mielolese, la formazione di personale competente, la comprensione della dimensione di vita di una persona con una lesione midollare.
E' un'occasione che consiglio davvero a tutti per arricchire la propria esperienza sportiva e di vita.
Aries
PS. L'attività schermistica si inquadra nell'ampio programma multidisciplinare in cui si esprime la missione dell'A.U.S., che spazia dalle attività di consulenza psicologica e legale, arte, sport, pet therapy, formazione e divulgazione, musicoterapia, e molto altro.
Qualche tempo fa il sito del Corriere della Sera pubblicava questa fotografia.
La didascalia diceva:
Senza paura - Gli scienziati giapponesi del dipartimento di biofisica e biochimica dell'Università di Tokyo, hanno modificato geneticamente un topo togliendogli in senso della paura. Quando questi topini si trovano alla presenza di un gatto non hanno più l'istinto di scappare e mettersi al riparo. In questo modo hanno dimostrato che la paura è innata, quindi geneticamente determinata, e non dovuta all'esperienza, come comunemente ritenuto (Ko e Reiko Kobayakawa, Tokyo University Department of Biophysics and Biochemistry Graduate School of Science/Ap)